.Sviluppo del Sàn-Dǎ

Nella storia della Cina sono sempre esistiti i combattimenti individuali, nei sistemi di lotta a contatto pieno, che in contesti differenti, hanno avuto molti nomi, come:

  • Ji-Ji,
  • Chai-Shou,
  • Qiang-Shou,
  • Shou-Bo,
  • Xiang-Bo e
  • Da-Léi-Tái.

Dopo il 1949, la Repubblica Popolare Cinese (PRC) Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó (中華人民共和國), nazionalizzò la pratica delle Arti Marziali tradizionali cinesi, sotto il nome di Wǔshù (武術), che nel corso del tempo, grazie alla Federazione Internazionale di Wǔshù (IWUF), si è sviluppato fino a diventare un vero e proprio sport internazionale. Il Wǔshù moderno sportivo è stato sport dimostrativo alle Olimpiadi del 2000, e alle Olimpiadi di Pechino del 2008 si è tenuta una competizione di Wǔshù non inclusa nei 28 sport ufficiali.

A livello competitivo il Wǔshù è costituito da due discipline Marziali:

• I Tào-lù (套路) ossia le “Forme” o sequenze di movimenti codificate e concatenate, eseguite a mani nude o con le armi: la sciabola Dao (刀), il bastone Gun (棍), la spada Jian (劍) e la lancia Qiang (槍). I Tào-lù sono classificati in stili esterni: Cháng-quán (长拳) e Nán-quán (南拳) e stili interni: Tàijíquán (太极拳).

• Il Sàn-Dǎ (散打) o San-shou (散手) , il “combattimento libero sportivo Cinese”, conosciuto anche col nome di Léi-Tái (擂台). Erede dell’antica tradizione di combattimento a mani nude cinese, il Sàn-Dǎ è un moderno metodo di combattimento costituito da tecniche selezionate, derivate da differenti metodi di lotta cinese come il Kung-fu (功夫), lo Shuāi-jiāo (摔跤), il Qín-ná (擒拿) e lo Shàolín Luóhàn Sàn-Dǎ (少林羅漢散打), che ha come unico scopo il combattimento sportivo.

Prima del 1979, il Sàn-Dǎ al di fuori del Tempio Shàolín non possedeva ancora né metodi di allenamento o tecniche standardizzate, né un regolamento definito, e proprio per il fatto che non esistevano particolari restrizioni, gli incontri si trasformavano spesso in tragedie. Senza regole purtroppo il combattimento degenerava in una mera dimostrazione di superiorità che mirava a mettere K.O. l’avversario, anche in maniera cruenta, causando gravi infortuni che compromettevano l’attività dei combattenti e a volte causavano addirittura la morte, dovuta alle conseguenze delle devastanti tecniche subite. Si racconta che durante i campionati nazionali cinesi di Wǔshù che si sono svolti a Nanjing nel 1928, i combattimenti di Léi-Tái furono così brutali, che ai dodici finalisti fu proibito di combattere per non rischiare di perdere la vita. Una tale situazione era inammissibile, così nel marzo 1979, la Commissione Nazionale per lo Sport della Cina (CNSC), decise di iniziare a sperimentare il Sàn-Dǎ come sport da competizione in tre istituti: Zhejang Provincial Sports Training Center, Beijing Tiyu Xueyuan e Wuhan Physical Education College, che dovevano formulare le regole, i metodi di allenamento, il programma tecnico, i criteri di giudizio, e divulgare il Sàn-Dǎ come sport in Cina.

Durante l’incontro nazionale dell’ottobre 1979, il CNSC organizzò la prima esibizione pubblica di Sàn-Dǎ con atleti selezionati dagli istituti di Zhejang, Pechino, e della provincia di Hebei. Nell’ottobre 1980, il CNSC riunì gli esperti nazionali per formulare un regolamento da gara e nel maggio 1981, le università di Pechino e di Wuhan, svolsero per la prima volta una competizione pubblica sperimentale di Sàn-Dǎ ai campionati nazionali di Wǔshù di Shenyang. Nel gennaio 1982, il CNSC invitò i sei istituti di Pechino città, Università di Pechino, provincia di Shandong, provincia di Hebei, provincia di Guangdong, e Università di Wuhan ad una Conferenza Nazionale che stabilì in modo definitivo a tutela dei combattenti: le regole, i criteri di giudizio e i metodi di allenamento ufficiali del Sàn-Dǎ, che in seguito furono leggermente modificati, e resi ancora più dettagliati. Al fine di limitare gli infortuni, venne anche decisa l’adozione di opportune protezioni tutt’ora utilizzate, come:

  • il caschetto,
  • il corpetto,
  • i guantoni,
  • il paradenti,
  • la conchiglia,
  • i paratibie e
  • i parapiedi.

Rispetto ad altri sport da combattimento il Sàn-Dǎ si differenzia per l’utilizzo delle proiezioni.

Le tecniche di Sàn-Dǎ si suddividono in tre tipologie differenti:

1) Le tecniche di pugno: quelle classiche della Boxe classica, con rotazione del corpo e con spinta dell’avversario, portate indifferentemente al viso e al corpo.
2) Le tecniche di gamba: ossia i calci portati al viso e al corpo.
3) Le tecniche di proiezione. per renderne il ritmo dell’incontro più fluido, la tecnica di proiezione deve essere eseguita nel tempo massimo di due secondi, oltre il quale l’arbitro interrompe l’azione e fa riprendere l’incontro al centro della pedana (Léi-Tái).

Le principali finalità del Sàn-Dǎ sono:

  • 1) La preparazione agonistica finalizzata alle competizioni.
  • 2) L’applicazione delle tecniche marziali del Wǔshù.

Sebbene sia una disciplina molto completa, il Sàn-Dǎ, non può essere definita né un’arte marziale né uno stile di Wǔshù. Essa si colloca invece tra i più efficaci e applicativi “Sport da combattimento”.

Oggi il Sàn-Dǎ è presente ormai in tutte le gare e manifestazioni di Wǔshù e sta diventando uno sport da combattimento sempre più professionistico, realizzato in veri e propri “circuiti” nazionali, internazionali e mondiali.

Esistono anche diversi livelli di approccio a questa disciplina, come il Semi Sàn-Dǎ, un combattimento “light”, in cui i colpi non vengono affondati e la vittoria dipende dal risultato cumulativo dei punteggi relativi ai colpi portati a bersaglio. Come nel Sàn-Dǎ anche nel Semi Sàn-Dǎ é consentita sia la lotta in piedi che a terra, i colpi con tutte le parti del corpo, le leve articolari e gli strangolamenti, inoltre e viene attribuito molto valore alle proiezioni perché rendono la gara spettacolare.

I più famosi campionati mondiali di Sàn-Dǎ, sono quelli organizzati ogni quattro anni dalla International Chinese Kuoshu Federation (I.C.K.F), a Kuoshu a Taiwan, su una pedana (Léi-Tái) rialzata che galleggia su un fiume a circa tre metri di altezza.

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阿彌陀 佛

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