攫JUE KUNG-FU IMITAZIONE

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“Rispetta la natura e le sue leggi, è la tua guida in ogni campo.
Diventa una cosa sola con lei, usa la sua forza e osserva le sue creature.
Damo c’insegnò ad osservare gli animali selvatici in movimento e a imitarli.
Presta attenzione a come attaccano, si ritirano
e a quante volte ingannano il loro avversario.
Che la scioltezza dei loro movimenti ti sia d’esempio.”

L’inconfondibile kung-fu imitativo di Shaolin costituisce il fondamento marziale che fu perfezionato dai Monaci nel corso di 1500 anni. Ispirati a particolari atteggiamenti umani ed eventi della natura, gli stili di imitazione n’emulano lo spirito e le movenze.

I Maestri Shaolin spiegano: ““Il completo sviluppo della mente può essere raggiunto solo quando il corpo ha imparato la disciplina e per disciplinare il corpo i nostri antenati ci hanno insegnato ad imitare tutte le creature viventi. Tutte le creature piccole grandi che siano sono parte della natura. Se da una saggezza per imparare, tutte ci insegneranno le loro virtù.

Il kung-fu d’imitazione comprende:

  • gli stili ispirati alla natura,
  • gli stili ispirati agli animali,
  • gli stili ispirati all’uomo,
  • gli stili ispirati alle caratteristiche di oggetti sacri e profani.

Gli stili ispirati ad eventi naturali, includono:


  • Chao-yang-quan lo “Stile del sole che sorge” ,
  • Xuan-feng-quan lo “Stile del ciclone”,
  • Mei-hua-quan la “Boxe del fiore di susino”,
  • Hong-quan la “Boxe dell’onda del mare”,
  • Lian-quan lo “Stile del fiore di loto”,
  • Qi-xin-quan la “Boxe delle sette stelle”,
  • Jin-gan-quan lo “Stile del diamante”,
  • Kuei-feng-gun lo “Stile del vento del demonio”.

Gli stili antropomorfici imitano particolari attitudini umane, materiali o spirituali; ne elenchiamo alcuni:


  • Damo-jian lo”Stile ispirato allo stesso patriarca Damo (Bodhidharma)”,
  • Lian-huan-quan lo “Stile dell’incatenato”,
  • Zui-quan lo “Stile dell’ubriaco”, ecc..

Anche oggetti particolari, per la potenza e l’abilità che esprimono nelle loro funzioni, hanno ispirato i Monaci ad elaborare stili singolari come:


  • Mu-yu-kung l’esercizio del sacro “Pesce di legno”,
  • Di-tan-quan lo “Stile del tappeto volante”,
  • Pao-quan lo “Stile del colpo di cannone”, ecc.

Gli stili zoomorfici d’imitazione degli animali, Xian-shi-quan, sono la varietà più antica del kung-fu di Shaolin.

L’idea di imitare i movimenti difensivi degli animali nello Shaolin-quan, infatti è in realtà originaria dell’India, dove le discipline metafisiche come lo yoga e il Dhanurveda, si ispiravano ai movimenti di incarnazioni divine in forme animali, come l’avatara Nrsimhadeva (incarnazione divina mezzo uomo mezzo leone), oppure Hanuman la scimmia dai poteri sovrannaturali, per evocarne la forza, il coraggio, l’abilità e la longevità.

Oltre 1500 anni fa, quest’idea vedica fu introdotta a Shaolin dal patriarca Bodhidharma perchè rifletteva la visione buddista secondo cui tutte le creature viventi hanno la stessa natura originale e quella taoista di Lao-Tze e di Chuang-Tzu, secondo la quale il saggio dovrebbe prendere esempio dalla natura.

I Maestri Shaolin insegnano:

“Dalla gru bianca impariamo la grazia e l’autocontrollo,
il serpente c’insegna la flessibilità e la resistenza ritmica.
La mantide religiosa c’insegna la velocità e la pazienza,
dalla tigre impariamo la tenacia e la potenza e
dal drago impariamo a cavalcare il vento.
Tutte le creature nobili o ignobili sono coscienti di se stesse
e se abbiamo il desiderio di imparare
tutte c’insegneranno le loro virtù.
Tra la fatale bellezza della mantide religiosa
e il fuoco e la passione del drago del vento
non c’è contraddizione.
la silenziosa agilità del serpente
e l’artiglio dell’aquila,
c’è soltanto armonia
e dato che i due elementi della natura
non sono mai in contrasto tra loro,
quando comprendiamo l’essenza della natura,
noi eliminiamo i contrasti dal nostro essere
e scopriamo l’armonia tra il corpo e la mente
che è in accordo con l’essenza dell’universo.”

Eseguendo le posizioni del kung-fu degli animali, il corpo assume l’aspetto di numerose forme di vita presenti nella creazione, dal più piccolo insetto (la formica) al saggio più perfetto (arhat) e identificandosi con esse, percepisce l’essenza che le accomuna tutte, lo stesso Spirito Universale. Il Monaco,entrando in comunione con il creato, sviluppa empatia verso tutti gli esseri viventi e con la saggezza impara a vivere in modo che tutti possano vivere. Nel corso del tempo, sia per necessità sia per inclinazione culturale, i Monaci cinesi predilessero l’aspetto marziale dell’insegnamento di Damo, piuttosto che quello terapeutico, così selezionarono e svilupparono metodi di difesa e d’attacco, basati sui movimenti degli animali della foresta del monte Song. “La sopravvivenza del più adatto”– il principio della natura- incoraggiò i devoti ad imparare le caratteristiche che ogni animale sfruttava per sopravvivere nel suo ambiente. Senza dubbio l’essere umano è più intelligente degli animali, tuttavia la natura ha dotato ogni essere vivente di speciali abilità per sopravvivere che all’uomo mancano (e che i Maestri Shaolin consigliano di imparare per accrescere le capacità d’auto-protezione). Dagli animali i Monaci appresero i fondamentali atteggiamenti di lotta, rivolgendo l’attenzione principalmente alle tecniche di difesa e assimilandone il principio basilare: il loro desiderio di sopravvivere che li rende in grado di rispondere ad ogni possibile aggressione. L’infinita varietà di movimenti d’attacco e difesa ha reso gli stili zoomorfici di Shaolin il kung-fu d’imitazione più famoso che ha influenzato le scuole di tutta la Cina e da cui si distingue per aver raggiunto i poteri arcani degli animali che imita.


Tra gli stili zoomorfici ricordiamo quelli:

  • -del leopardo (Bao-quan),
  • -della tigre (Hu-quan),
  • -del serpente (She-quan),
  • -della gru (He-quan),
  • -del drago (Long-quan),
  • -dell’aquila (yin-quan),
  • -della mantide religiosa (Tang-lang-quan),
  • -della scimmia (Hou-quan),
  • -del cane (Cou-quan),
  • -dell’orso (Xiong-quan),
  • -dell’anitra (Ya-quan),
  • -del gallo (Gong-Ji-quan),
  • -del rospo (Lai-ha-ma-quan),
  • -della formica (Ma-yi-quan),
  • -della gallina ((Mu-ji-quan),
  • -del cavallo (Ma-quan),
  • -dello scorpione (Xie-zi-quan),
  • -del gatto (Mao-quan),
  • -della cicala (Zhi-liao-quan),
  • -del cigno (Tian’è-quan), ecc.

Ogni stile, dunque, sfrutta le capacità di difesa specifiche dell’animale di riferimento.

  • Ad esempio il Cou-xing-quan, o “stile del cane”, s’ispira al modo nel quale i cani attaccano la parte inferiore del corpo. È una tecnica particolarmente adatta a chi non è molto alto.
  • Lo Yin-zhuang-quan lo “stile dell’artiglio dell’aquila”, imita la fierezza di un’aquila e la sua forza di predatrice.
  • L’Hou-xing-quan, o “stile della scimmia”, s’ispira all’agilità della scimmia ed è caratterizzato dai numerosi mutamenti e dall’ingegnosa difesa utilizzata come mezzo d’attacco.
  • Il tang-lang-quan o “stile della mantide religiosa”, mostra l’aggressività e la grazia esplosiva della mantide.

La bravura del discepolo dipende dalla fedeltà con la quale è capace di riprodurre le posture e le movenze degli animali imitati, e di assumerne lo spirito. E’ molto importante la somiglianza dell’aspetto espressivo del volto e dei movimenti, fondendo mente e corpo con l’animale che si rappresenta. In altre parole, quando il Monaco guerriero imita il drago, pensa di essere un vero drago e quando pratica lo stile della tigre, immagina di essere una vera tigre.

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阿 彌陀佛

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