. Anusmrti

La meditazione propriamente detta è il flusso ininterrotto della struttura psichica verso l’oggetto di contemplazione. Nello stadio precedente la mente poteva sfuggire ed essere riportata indietro, e ciò poteva accadere di frequente, ma nello stadio finale la distrazione è praticamente annullata e la mente costantemente focalizzata, per un certo periodo di tempo e senza interruzioni, su di un unico punto. Dopo aver dominato la mente con la certezza dello scopo da raggiungere, attraverso l’arresto di ogni attività dei sensi e la meditazione, lo spiritualista deve immergersi nel trance estatico, da dove non c’è più pericolo di ricadere sul piano materiale. Quando è fisso nella meditazione infatti, più nessun pensiero esterno può distrarlo. In altre parole, benché sia costretto a restare a contatto con la materia fintanto che il corpo esiste, non deve assolutamente pensare alla gratificazione dei sensi. L’unica soddisfazione che deve cercare è quella di Buddha, il Signore Supremo. Quando la meditazione si espande e diventa costante, è detta anusmrti. Questa condizione di coscienza pura e pervadente, è il quarto livello di coscienza, situato oltre la veglia, il sonno ed il sogno . Quando l’anusmrti diventa costante si entra nella fase di samadhi, in cui l’anima arriva a comprendere perfettamente la propria posizione costituzionale e la relazione eterna che la unisce a Dio. Questo livello è detto sampatti-dasa la perfezione della vita.

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阿 彌陀佛

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