. Pratica

Preliminari (yama e niyama)

La preparazione etica è fondamentale per un Monaco, perché non è possibile conseguire la purezza della psiche e sviluppare le più nobili facoltà mentali, senza osservare prescrizioni e restrizioni.

Le cinque astensioni sono:

  • 1) la non violenza;
  • 2) la veridicità;
  • 3) l’onestà;
  • 4) la continenza sessuale;
  • 5) la libertà dal desiderio di possesso.

I cinque principi disciplinari costruttivi sono:

  • 1)la purezza;
  • 2) la soddisfazione;
  • 3) l’ascesi o rigorosa coerenza;
  • 4) lo studio del sé;
  • 5) l’abbandono a Buddha.

Condizioni adatte

Non tutte le circostanze sono ugualmente adatte per praticare la meditazione. La Meditazione Chan si pratica in un luogo tranquillo, lontani dal frastuono del mondo. Per il principiante è particolarmente importante scegliere un luogo tranquillo. Si scelga un posto non troppo freddo, ventoso o umido, pulito e ordinato, non troppo luminoso né troppo buio.

La superficie su cui ci si siede, dovrebbe permettere di rimanere seduti per un lungo periodo senza avvertire fastidi, ma nello stesso tempo dovrebbe essere molto stabile.

Si devono indossate vestiti comodi e allentare la cintura in modo da poter respirare facilmente e con profondità. Tradizionalmente il periodo migliore per praticare la meditazione è fra le tre del mattino e il sorgere del sole. È più facile dedicarsi alle pratiche spirituali nella quiete del mattino, prima del sorgere del sole, quando i caotici materialisti dormono. Infatti negli atti profondi e segreti come l’ascolto, il pensiero e la meditazione, il silenzio è l’elemento più importante, perché conduce a un rapido progresso. Questo è il motivo per cui, i Monaci prediligono luoghi tranquilli come le foreste, le montagne, i monasteri e i posti santi.

Postura

Tso-Chan è un termine Buddhista composto, parte in sanscrito e parte in cinese. Tso in cinese significa “sedere”, mentre Chan è l’equivalente cinese del termine sanscrito dhyana o jhana (in lingua pali). La completa translitterazione cinese del termine in lingua Pali è Channa ma la contrazione fonetica riduce il termine solo al primo carattere: Chan.

La combinazione dei termini Tso-Chan deriva dal fatto che tradizionalmente il dhyana si pratica seduti a gambe incrociate (posizione yoga Padmasana), che in accordo allo Hatha-Yoga è la posizione migliore per l’assorbimento interiore.

Secondo la medicina Ayurvedica, questa posizione, mantenendo stabilmente il baricentro fisico nella parte inferiore del corpo, evita un eccessivo afflusso di sangue alla testa, migliorando il funzionamento dell’intero organismo e predisponendo la mente alla percezione della verità interiore.

Respirazione

La meditazione inzia dal controllo della respirazione addominale e dalla concentrazione sugli assi centrali del proprio essere (Jing-Luo): il basso addome (Dan-Tian), lo spazio tra le sopracciglia (Mei-Xin) e il punto centrale del petto (Tan-Zhang). Con intelligenza e convinzione, il Monaco deve gradualmente cessare ogni attività dei sensi. Con questo lavoro iniziale d’interiorizzazione della coscienza, attraverso gli esercizi respiratori, si deve avvertire il Qi che sale verso la testa; il coccige deve trovarsi nel giusto mezzo, gli occhi sono semichiusi e le mani sono l’una sull’altra davanti al Dan-Tian.

La respirazione deve essere limitata all’altezza delle narici con una tecnica che consiste nel neutralizzare, nel corpo, l’aria ascendente e quella discendente. Praticando questa tecnica si possono controllare i sensi allontanandoli dai loro oggetti e prepararsi per raggiungere la liberazione nel Supremo .

“Gli asceti che praticano questi esercizi respiratori, si liberano molto presto da ogni agitazione della mente, così come l’oro si libera da ogni impurità quando è immerso nel fuoco e sottoposto a ventilazione”.

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阿 彌陀佛

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