. Raccoglimento

Il raccoglimento o funzione introvertita  significa rivolgere la mente dall’esterno all’interno. Nella sua funzione estrovertita la mente è assorbita da cose mondane, ed i sensi la imitano, ma l’inversione di questa funzione determina anche la separazione dei sensi dai loro oggetti (sonori, tattili, visivi, gustativi e olfattivi). Sia nei testi del Buddhismo che nei testi Vedici s’incontrano termini analoghi: sampatti (raccoglimento), samahita (raccolta dei pensieri), samatha (imperturbabilità), cittaikagrata (concentrazione della mente in un solo punto), riferiti all’obiettivo preliminare del dhyana, cioè calmare la turbolenza dei desideri per raggiungere l’illuminazione, risvegliando la propria coscienza spirituale fino a percepire l’Anima Suprema.

Il raccoglimento si realizza ascoltando dentro di sé, regolando la respirazione, rivolgendo l’attenzione all’interno, fissando lo sguardo con le palpebre semichiuse, sull’estremità del naso, percependo il battito del proprio cuore e osservando la bellezza del mondo interiore. È preferibile non chiudere completamente gli occhi, per evitare di essere sorpresi dal sonno, né lasciarli completamente aperti, se non si vuole correre il rischio di essere nuovamente attratti dagli oggetti dei sensi.

Il Monaco in questo stadio deve prestare una particolare attenzione ai “cinque ladri”, per evitare di essere derubato.

“Il Monaco deve stare attento agli occhi: se gli occhi non vedono all’esterno, l’essenza eterea (hun) ritorna al fegato. Il Monaco deve stare attento alle orecchie: se le orecchie non sentono all’esterno, l’essenza (Jing) ritorna ai reni. Il Monaco deve stare attento alla bocca: se non parla, l’essenza psichica (shen) ritorna al cuore. Il Monaco deve stare attento al naso: se non odora all’esterno, l’essenza corporea (Po) ritorna ai polmoni. Il Monaco deve stare attento all’intenzione (Yi): se non si è distratti, l’intenzione ritorna alla milza”

  • Il metallo è in relazione ai polmoni,
  • il legno al fegato,
  • l’acqua ai reni,
  • il fuoco al cuore e
  • la terra alla milza.

Se le orecchie, gli occhi, la bocca, il naso e l’intenzione tornano alla loro sorgente, è possibile percepire la propria identità interiore. È necessario dimenticare le emozioni per alimentare l’essenza, svuotare la mente per nutrire l’anima e cristallizzare l’energia: questa è la “pillola d’oro” (termine allegorico usato nell’alchimia cinese per definire il controllo sensoriale ed emotivo).

Dice il Saggio: “Lascia che la luce dello Shen sia rivolta totalmente all’interno”.

“Fissare lo Shen” (la struttura psichica), significa da un lato stabilizzare la mente e concentrarla nel Dan-Tian, dall’altro, nel linguaggio esoterico alchemico, significa rendere concretamente disponibile la “Vera Acqua del Cielo Anteriore che è contenuta nel fuoco dello Shen”.

Nel Segreto del Fiore d’Oro leggiamo: “…una volta che volgi la luce verso l’interno, si risvegliano le energie di tutto il corpo. Limitati a volgere interiormente la luce; questa è la sublime insuperata verità…quando l’hai rivolta interiormente per molto tempo essa si cristallizza….il fiore d’oro è la stessa cosa della pillola d’oro (Dan)”.

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阿 彌陀佛

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