.Lato oscuro del potere

“Non si diventa Monaci per cercare la fama”

Intorno al Qi-gong, purtroppo, si aggirano tanti truffatori ed esibizionisti travestiti da Maestri.

Quando lo scopo della pratica del Qi-gong è il desiderio di vantarsi di fronte agli altri delle proprie abilità, per essere onorati come “dei”, cadendo nell’esibizionismo o, peggio ancora, nella prepotenza verso gli altri, l’utilizzo del Qi-gong diventa qualcosa di perfido.

Non si deve credere che soltanto gli asceti siano in grado di acquisire i poteri mistici: la storia c’insegna che anche persone dalla mentalità demoniaca possedevano poteri sovraumani.

La differenza consiste nel fatto che gli ottembrati desiderano controllare l’energia per scopi egoistici e distruttivi, mentre gli illuminati sono coscienti che l’energia possiede una sorgente: l’”Energetico” e usano il potere ricevuto in unità d’intenti con Lui.

“I materialisti venerano solo la potenza, gli spiritualisti adorano il Potente insieme alla sua potenza.”

La vera manifestazione della potenza di un Monaco-guerriero non consiste nell’ostentazione del suo potere limitato ma nell’imperturbabilità che ottiene dipendendo dal Supremo Potente, cioè Buddha.

L’acquisizione di poteri straordinari non è il fine del Qi-gong ma un sottoprodotto della sua pratica.

Qi-gong non significa tentare di estorcere del potere al Signore Buddha e usarlo poi per compiere atti “miracolosi” allo scopo di ricevere gli onori che spettano a Lui, bensì significa sviluppare una profonda conoscenza interiore che permette di entrare in armonia con le forze fondamentali dell’universo e con il loro Creatore.

Chi è motivato dalla nevrosi egocentrica di credersi al centro dell’universo non ottiene salute e pace mentale dal Qi-gong ma la psicopatia del culto di se stesso, assetato degli applausi di sciocchi creduloni.

Si deve sapere però che in accordo alla teoria del Qi-gong o legge del karma: “Ognuno raccoglie ciò che ha seminato” . Il bene fatto agli altri ritornerà al suo autore e la stessa regola si applica ad ogni cattiva azione commessa. Così se le intenzioni di un praticante di Qi-gong sono egocentriche, con la sua pratica svilupperà soltanto energia negativa e nessun Maestro ne sarà responsabile.

Comunque le leggi di natura sono così intransigenti che nel corso del tempo privano del potere colui che ne ha abusato, come dice il proverbio: “Ciò che prendi dovrai restituirlo. Nulla ti appartiene.” In ogni caso è permesso esibire il proprio controllo mistico solo all’interno dei confini delle leggi del Signore Buddha e perfino un grande asceta, se trasgredisce queste leggi attraverso l’esercizio delle sue cosiddette opulenze mistiche, sarà severamente punito.

Dice il saggio: “Quel che è alto verrà abbassato, quel che è basso verrà innalzato, quello che eccede verrà ridotto, quel che difetta verrà accresciuto. Per questo il saggio opera ma nulla si aspetta, compiuta l’opera non rimane, non vuole mostrare di eccellere.

Il Monaco mostra una naturale riluttanza ad esibire la sua fortuna, come affermava Chuang-tzu: “L’uomo perfetto non lascia traccia delle sue attività” e se per necessità deve utilizzare i suoi poteri per il servizio al suo Maestro e al Signore Buddha, non se ne compiace perché è sempre cosciente che ogni potere è preso a prestito dal Supremo Potente.

Il saggio possiede dunque una naturale umiltà monastica (vinaya), perciò non cerca la gloria: “Non da sè s’approva perciò risplende, non da sè si gloria perciò ha merito, non da sè si esalta perciò a lungo dura.” I Maestri Shaolin insegnano: “Ricordati sempre che la vita di un Monaco Shaolin è semplice e libera da ambizioni. Cammina a testa alta ma senza superbia e sii umile come la polvere.”

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阿 彌陀佛

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