Vittorio Carotenuto

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Quando mi fanno la domanda “che sport fai?”, io rispondo sempre con esitazione. Questa nasce dal fatto che non ritengo che quello che faccio sia uno sport,, infatti chiamare il kung fu uno sport è semplicemente riduttivo.
Kung fu è arte.
Il kung fu è un’arte marziale, perciò è arte, anche se in una forma inusuale per come intendiamo noi occidentali questa parola. Invece il kung fu è proprio come la pittura, la scultura, la poesia, l’atto creativo di un attore in scena . . . kung fu è arte tanto quanto la musica, in cui le molteplici tecniche e movenze sono come note musicali che, se eseguite in successione, compongono tutte insieme, una dopo l’altra, un’incantevole melodia, proprio come l’esecuzione di uno spartito da parte di un musicista . . .
. . . è come la danza, l’arte del corpo che si traduce in grazia, eleganza, potenza e velocità . .
. . . è stata l’arte della sopravvivenza per migliaia di uomini nella storia . . . perché bisogna ricordarsi che il kung fu, e le arti marziali in genere, non sono nate per gioco, ma sono state concepite con lo scopo preciso di difendere qualcosa, la propria vita e quella degli altri.
Questo era ciò che nobilitava quest’arte in passato, e che oggigiorno ha perso un po’ di questo significato, per ovvi motivi, essendo i tempi cambiati.
Per questo non credo si debba considerare il kung fu uno sport, ma bisogna avvicinarlo con rispetto, perché l’eredità giunta a noi oggi attraverso centinaia di anni porta in sé la memoria di tutte quelle persone che hanno sacrificato la vita per difendere ciò in cui credevano, per difendere la loro terra, il loro villaggio, i loro cari . . .
. . . per questo il kung fu è molto più di uno sport, ha una storia alle spalle fatta di eroi e di imprese eccezionali, di uomini comuni ma di grande valore che li ha resi speciali.
Io mi sono avvicinato al kung fu all’età di 15 anni, colpito dalle incredibili evoluzioni e dai combattimenti mozzafiato visti in tv, rimanendo abbagliato dalla bellezza esteriore che le arti marziali offrono senza pensare, all’inizio, che dietro c’è tutto un mondo interiore così affascinante, che tocca nel profondo dell’animo.
Lo Shaolin kung fu è stata una scoperta fantastica e la cultura Shaolin una tradizione da conoscere . . . perché il kung fu è imprescindibile dalla storia tanto quanto dalla filosofia che lo sostiene . . . così come un castello è sorretto dalle sue fondamenta, il kung fu è sorretto dalla ricerca di un livello di coscienza e conoscenza di sé superiori, e dalla volontà di elevare la propria anima. Infatti a Shaolin il guerriero è anche e soprattutto un monaco, un uomo di saldi principi e dal cuore puro e libero dalla corruzione materiale che intacca lo spirito.
La figura che un combattente sia anche un monaco non è un controsenso e deve far riflettere, perché il kung fu non crea criminali ma uomini con un alto livello spirituale.
I monaci buddisti Chan di Shaolin ricercano l’illuminazione, la realizzazione del sé, e non il modo di arrecare danno al prossimo.
Perciò tutti quei giovani che pensano che le arti marziali siano un modo di offendere, di ostentare la loro forza e la loro superiorità si sbagliano di grosso e non hanno capito il vero significato di quello che fanno, perché chi intraprende questo percorso lo fa con lo scopo di diventare uomini e donne migliori di quello che sono . . .
. . . kung fu vuol dire semplificando “duro lavoro”, quindi vuol dire impegno, costanza, abilità, fatica, disponibilità, sacrificio e volontà e sono questi, per me, i mezzi per cominciare a diventare un essere umano migliore!
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Grazie a tutti e se volete scrivermi…sarò felice di risponderVi!
Per contattarmi scrivete a : info@shaolintemple.it : mettendo come oggetto : X Vittorio
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Vittorio
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南无阿弥陀佛
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