. Sutra del Cuore

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“Come il bruco diventa farfalla in una sola vita,
meditando costantemente sulla metamorfosi che desidera compiere,
così l’uomo, meditando costantemente sul Supremo,
è sicuro di ottenere alla fine i Suoi stessi attributi spirituali.”
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“Il Signore Buddha abita dentro di noi, e noi siamo una parte di lui.
Lo possiamo sentire con la pratica della meditazione,
col raggiungimento della quiete interiore.
Il “vuoto” (di emotività materiale) ci occuperà
e ci rivelerà il “pieno” senso dell’essere.”
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L’insegnamento del Prajñāpāramitā Sūtra è incentrato sulle sei perfezioni (pāramitā) di Buddha, riassunte nell’ultima e più importante: la saggezza (prajñā). La realizzazione della Perfezione della Saggezza (Prajñāpāramitā) ossia la presa di coscienza dell’insostanzialità (śūnyatā o abhāva) dei fenomeni materiali impermanenti (anitya) è in grado, secondo la dottrina del buddhismo Chan di conferire la buddhità o illuminazione (bodhi). I monaci Shaolin recitano il Prajñāpāramitā Hṛdaya Sūtra, “Il Sutra del Cuore della perfezione di saggezza” durante le cerimonie e  possono meditare su di esso nella fase statica delle posture del Tong-zi-gong, per elevare il livello di lavoro al piano spirituale. Il Sutra infatti, insegna a riflettere sull’insostanzialità di tutti i fenomeni materiali, realizzata dal bodhisattva della compassione Avalokiteśvara (Guanyin), nella Sua visione profonda, che rivela la vacuità (śūnyatā) dei cinque elementi (skandha) in cui tradizionalmente è articolata, secondo la filosofia buddhista, la realtà fisica e psichica:

  • forma fisica (rūpa),
  • sensazione (vedanā),
  • percezione (saṁjñā),
  • discriminazione o prodotti psichici (samskārā),
  • coscienza mentale (vijñāna).

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阿 彌陀佛

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